DOTT.SSA ERACLINI: Ancora tanta incertezza sul futuro degli Operatori Socio Sanitari (OSS):

Gli OSS sono una categoria da valorizzare sul territorio comunale per il ruolo fondamentale caratterizzato da spirito di sacrificio, d’impulso vitale e morale nei confronti del prossimo. La situazione emergenziale che sta attraversando il nostro paese, ha messo in evidenza quella che è la centralità e la rilevanza di una delle figure di punta del sistema sanitario, ovvero quella degli Operatori Socio Sanitari (OSS) che, ad oggi non vantano la giusta tutela. Quella dell’Operatore Socio Sanitario (OSS) è una figura professionale che ha sostituito i prodromici Ausiliari della Sanità (OTA) e delle Strutture Socio Assistenziali (OTA, ADEST) trasformandoli in Operatori OSS specializzati quindi sia nel settore sociale che nel sanitario.

Questa nuova figura professionale nel campo socio-sanitario ha ridisegnato il ruolo professionale degli Operatori già esistenti in strutture sociali e sanitarie pubbliche e private.

L’assistenza prestata dagli operatori socio sanitari consiste proprio nell’ aiutare i pazienti con capacità motorie e psicologiche precarie nelle vita di tutti i giorni in completa autonomia con maggiore efficienza e competenza, ovvero, agevolare tutti coloro che quotidianamente non riescono a svolgere le funzioni primarie essenziali. Pertanto    quello dell’oss è un ruolo molto importante essendo una figura polivalente che è in grado di lavorare in strutture sanitarie: ospedali, cliniche private e Asl ed in strutture sociali: case di riposo, assistenza domiciliare, centri diurni integrati, servizi di integrazione scolastica, comunità di recupero, comunità alloggio case famiglia e tante altre! Importante è anche il lavoro svolto dai corsi di formazione professionale in cui l’OSS svolge una formazione continua, essendo un operatore di base, l’operatore più vicino alle persone dunque, per noi, un operatore di alto profilo. Essendo che l’operatore OSS costituisce un “pilastro portante” nella presa in carico e nel prendersi cura della persona nella rete dei servizi, ritengo sia doveroso – continua Eraclini –  che con il nuovo corso comunale e quindi nella qualità di futuri amministratori pubblici, assumere impegni concreti al fine di promuovere e garantire un servizio di qualità radicato sul territorio attraverso la creazione di cooperative in sinergia con gli enti pubblici e le strutture ospedaliere creando una rete di servizi essenziali alla persona, attraverso ADI, assistenza domiciliare integrata. L’OSS, dunque necessita di sostegno e valorizzazione poiché è chiamato ad occuparsi di una persona fragile, di quella rete di persone fragili che vivono la sofferenza a diversi livelli e che necessitano costantemente di un supporto sia morale che fisico. Per questo l’intervento dell’OSS a casa della persona è un preziosissimo “strumento di Domiciliarità”.

Allora, è importante che questi operatori vengano sostenuti e coinvolti in progetti non solo individuali ma anche di territorio e di distretto al fine di garantire all’OSS una visibilità sociale e professionale che ancora ad oggi non possiede. L’OSS dovrebbe diventare una “sentinella del territorio” in grado di parlare e di intercettare le problematiche presenti sul territorio attraverso la sua competenza e la sua analisi grazie alla costante formazione professionale.

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